Cambia Tito con Graziano Scavone sindaco

Cos'è il progetto 6° lotto?
Si tratta dell'ultimo lotto della strada statale 95 Tito-Brienza, che come è noto ha avvio negli anni ottanta e vede impegnati 110 milioni di euro circa per la realizzazione. Il nome per esteso del progetto è “SS 95 di Brienza, lavori di costruzione della variante di Brienza 6° lotto stralcio variante Tito-Brienza": il titolo stesso individua una localizzazione del progetto nel comune di Brienza e non, come qualcuno astutamente vuol far credere, Satriano, Sasso e magari anche Tito. Chi ha tempo e vuole approfondire davvero, può consultare la premessa della delibera di consiglio comunale di Brienza n.7 del 10/04/2015 nei punti a, b e c oltre che nel deliberato stesso. Quella amministrazione, alla vigilia dell'inizio lavori, sta correttamente costruendo iniziative istituzionali non per spartire con pochi comuni eletti i 40 milioni di euro derivanti dal ribasso della gara per la realizzazione di lavori che riguardano il proprio territorio comunale e sarebbe in ogni caso legittimo , ma per mitigare l'impatto che i lavori di un'opera complessa determina in termini di sicurezza stradale, di viabilità interna, di manutenzione e miglioramento stradale e, perché no, di implementazione infrastrutturale, anche in termini compensativi per il disagio avuto sino a oggi, con la predisposizione di progetti a valere su programmi Ue e locali.

Una iniziativa condivisibile nel merito del metodo. Un percorso istituzionale che dovrebbe essere da esempio per chi in anni di governo non ha costruito né svincoli né opere di compensazione per la mancata realizzazione di un'infrastruttura che fatta vent'anni fa avrebbe evitato di farci perdere posizioni in termini di collegamenti, con conseguenti riflessi sul nostro prodotto interno lordo (così caro a qualcuno...!) , ma solo tante campagne elettorali sul progetto sempreverde dello svincolo in Via Nuvolese, sulle paternità e primogenitura per la sua approvazione e sulle altrui responsabilità per la mancata realizzazione.

Task force
La mozione approvata nell'ultima seduta del consiglio regionale prevede la istituzione di una task force regionale che coinvolga Anas, provincia e "comuni" (chi ha detto che  Tito non né farà  parte?) al fine di monitorare e garantire gli obiettivi di massima sicurezza e di minor disagio per le comunità interessate dai lavori della variante 6° lotto Tito-Brienza, anche attraverso un'intesa che possa prevedere un impegno finanziario della regione per progettare e realizzare gli interventi descritti nei punti a, b e c della mozione e quindi della delibera di consiglio comunale di Brienza.  

Dunque
Dunque, secondo i cristiano-popolari, il sindaco Graziano Scavone dovrebbe scomodare amicizie istituzionali per andare a negoziare opere che, nelle intenzioni del proponente, dovranno essere realizzate su un territorio diverso. Oltre che istituzionalmente scorretto, non sarebbe forse una mossa da principianti, da improvvisati? Ciò che stiamo facendo invece è sedici intorno  al tavolo alla pari degli altri comuni  per affrontare nel merito le questioni senza alcuna strumentalizzazione. Ancora una volta, i consiglieri del gruppo Cambia Tito dimostrano di non essere né scorretti, né improvvisati, ma solo un gruppo di giovani amministratori della cosa pubblica che ogni giorno provano a cambiare, a migliorare, a destrutturare antiche e consolidate prassi amministrative ricevute in pesante eredità.

Il nostro orizzonte
Rifuggiamo da inutili polemiche propagandistiche, le elezioni arriveranno prima o poi e il giudizio del popolo indicherà quanto di buono saremo stati in grado di fare.
Scappiamo da chi, alimentando rancori, odio sociale e speculazione politica, allontana la coesione della nostra comunità in un momento di enorme sofferenza in diversi settori sociali.
Non creiamo consenso facile attraverso la gestione (magari con un posto di lavoro alla mensa o nella raccolta rifiuti), come avvenuto in passato, proviamo a garantire occupazione e diritti a chi li aveva già e a creare opportunità a chi non ne ha mai avute (non certo per colpa nostra), in un momento in cui le imprese licenziano piuttosto che assumere. Proviamo a misurarci, insomma, con le politiche piuttosto che con la ordinaria gestione. Guardiamo a un unico orizzonte: il bene della nostra comunità.
Il lavoro e le opere pubbliche, non gli appalti!, rappresentano una parte significativa del nostro agire politico amministrativo. Come abbiamo avuto modo di ricordare nell'ultimo incontro pubblico, da quando ci siamo insediati abbiamo fatto ripartire alcuni cantieri fermi (strada Sant'Anna, consolidamento via Settentrionale...) e avviato tanti nuovi cantieri, tutti con risorse che non pesano neanche un euro sul bilancio comunale, per un importo di circa 1 milione di euro, con finanziamenti per la quasi totalità concessi dopo il nostro insediamento. Stiamo appaltando in questi giorni altre opere per 1 milione di euro (si veda scheda 4 "Lavori pubblici" del report "Giorno dopo giorno").
Sono fatti, non chiacchiere da bar. Molto altro, e ancor più importante, rimane da fare. Lo sappiamo. Non è semplice, ci proveremo, con forza, fino in fondo. E continueremo a farlo anche dando pari importanza alle nostre bellee bianchestagioni; denigrarle o relegarle a un piano secondario significa sminuire il lavoro delle numerose associazioni che operano sul nostro territorio, le quali riescono a reinventarsi o a mettere in campo misure che soccombono alla carenza di risorse economiche, recuperando uno senso di comunità che rende la cultura un qualcosa di accessibile a tutti e non per pochi eletti. Inoltre, come è sempre stato, lamministrazione comunale conta su un capitolo di spesa dedicato alle iniziative culturali pari a 14mila euro, sempre documentati e mai oggetto di impegni di spesa non tracciabili o che non hanno mai registrato tutte le procedura formali, necessarie, degli uffici preposti. E ci fa piacere registrare lattenzione posta sulle iniziative culturali dal gruppo dei Cristiano Popolari; attenzione che ci dimostra lefficacia del nostro sistema comunicativo nel promuovere le iniziative stesse che, è bene ricordarlo, rappresentano una vetrina per lintera comunità e non per il gruppo amministrativo.

L'invito
Vogliamo abbandonare una certa retorica politica, vogliamo isolare quella parte facinorosa e un po' desueta di gruppo dirigente che vive di rancori e semina odio, sperando di raccogliere consenso? Vogliamo uscire dalla polemica di piazza che alimenta conflitti sociali e specula sui problemi quotidiani, soprattutto quando si mistifica la realtà? Di tensione in giro ce n'è già abbastanza.
Costruiamo invece proposte e soluzioni condivise, manteniamo unita la nostra comunità, affrontiamo le discussioni serie con rigore nelle sedi istituzionali?
Il gruppo consiliare Cambia Tito sta amministrando con questo atteggiamento, auspicando che prevalga anche nell'opposizione una visione nuova, moderna di fare politica, senza ricorrere alla logica dei blocchi contrapposti. Lasciamola, questa, a quella generazione di amministratori locali che tanto bene ha già fatto all'intera comunità titese...