Cambia Tito con Graziano Scavone sindaco

Polvere e tasse
Quale amministrazione vuole aumentare le tasse? Chi vuole percorrere una scelta così impopolare, se non rappresenta l'unica strada possibile per evitare il tracollo dell'ente?
Non dovremmo spiegarlo all'opposizione: ne abbiamo dibattuto prima nella sede idonea, il Consiglio comunale, e subito dopo in due appositi incontri pubblici all'aperto, il 30 e il 31 luglio, prima a Tito e poi a Tito scalo. Perché chi oggi si nasconde dietro la tastiera non era presente, per porre davanti a tutti le sue domande, con l'opportunità di un sano e democratico confronto? A chi fa paura la verità?

La verità di chi ha per tanto anni nascosto sotto il tappeto tutta la polvere che poteva, approfittando di una norma che glielo consentiva. Nel 2014, però, lo Stato ha modificato proprio quella norma contabile e ha introdotto il bilancio armonizzato, che si base su due concetti elementari:

  1. quanto entra tanto deve uscire, ovvero non si può spendere più di quanto si guadagna;
  2. bisogna ripulire i bilancio dai cosiddetti crediti residui, quelli oggettivamente non più esigibili.

Accade quindi che chi ha nascosto sotto il tappeto sempre più polvere si trovi in maggiore difficoltà rispetto a chi la polvere l'ha saggiamente rimossa un po' per volta. Secondo voi a quale delle due categorie appartiene, a differenza di alcuni comuni limitrofi, il Comune di Tito? La befana lo sa. E lo sa anche la Corte dei conti, che in più occasioni ha provato a sollecitare l'ente. E lo sapevano anche le opposizioni, che in consiglio comunale avevano più volte chiesto a chi amministrava di dichiarare inesigibili i crediti residui. E chi ci ha amministrato, per vent'anni?

Ripulire il tappeto
Come spesso accade, tocca alle giovani generazioni riparare loro malgrado ai danni creati in precedenza, con la speranza di restituire ai figli una condizione migliore di come l'hanno lasciata i padri, esperti amministratori, ingegneri della finanza creativa, oggi moralizzatori.
Il Comune di Tito è passato in soli due anni da 1,2 milioni di euro di avanzo del 2013 a 1,8 milioni di euro di disavanzo del 2015 determinando una situazione contabile profondamente differente. Ecco le scelte che quindi abbiamo dovuto assumere per evitare ai contribuenti un maggiore salasso, determinato da chi ha ignorato per anni che il mondo stesse cambiando trascinandoci al punto in cui siamo, e chiudere in pareggio il bilancio evitando il dissesto finanziario dell'ente e la paralisi della città, che già vive con estrema sofferenza e più di altri comuni limitrofi la grave crisi economica e sociale:

  • Riduzione della spesa corrente. Manutenzioni pubblica illuminazione, viabilità, immobili comunali, scolastici, sportivi, attività culturali etc.
  • Riprogrammazione della spesa per investimenti. Siamo passati, per esempio, da circa 8 Meuro programmati dai Cristiano popolari per i nuovi plessi scolastici di Tito e Tito Scalo a circa 4,3 Meuro per entrambi. Ci siamo riusciti facendo scelte importanti come quella di revocare la gara in corso per la realizzazione della scuola dell'infanzia in c/da Botte, perché le aree su cui doveva sorgere la scuola non sono state cedute dai proprietari, e riprogettando in soli 18 mesi la nuova scuola dell'infanzia intorno al plesso scolastico esistente di via San Vito, su aree già in possesso del comune e urbanizzate, passando da 2.6 Meuro di investimento in c/da Botte a 2 Meuro in via San Vito, risparmiando quindi 600 mila euro e conservando il contributo pubblico concesso al comune il 2008 per ricostruire la scuola dell'infanzia G. Rodari di via Zarrillo. La nuova gara è stata pubblicata il 30 dicembre sulla gazzetta ufficiale. La stessa cosa stiamo facendo su Tito Scalo, passando da 5 Meuro di mutuo a carico del bilancio comunale acceso dai Cristiano Popolari per finanziare la nuova scuola in un'area decentrata e non caduta dal proprietario, mutuo da noi congelato a luglio 2014, per passare invece ai 2,3 Meuro per la nuova scuola intorno al plesso esistente di via Segni. Abbiamo rivisto completamente il progetto della pista ciclabile approvato dai nostri predecessori, riducendo l'importo di ben 250 mila euro e riportando il percorso su aree pubblica piuttosto che acquistarne di private.
    Sempre in materia di opere pubbliche, abbiamo congelato il completamento di opere avviate dai Cristiano popolari soltanto qualche mese prima delle elezioni del 2014, senza la sufficiente copertura finanziaria e vincolando la loro ultimazione alle maggiori entrate derivanti dagli accertamenti Imu. Stiamo parlando per esempio del completamento degli spogliatoi della palestra Santa Venere, per i quali necessitano almeno 50mila euro, e dei 40mila euro per il completamento del parcheggio in via Notargallotta.
  • Contrasto all'evasione fiscale. Abbiamo avviato una serie di verifiche e controlli incrociati con l'ufficio tributi e inoltre abbiamo accertato due annualità Imu in una (2010 e 2011) contrariamente a quanto avvenuto in passato, in cui si accertava soltanto una annualità, al fine di imputare maggiori entrate in bilancio di previsione.

Impiego delle risorse
Il sindaco Graziano Scavone, in un'ora di intervento nell'ultimo consiglio comunale, ha dichiarato che è assolutamente intenzione dell'amministrazione utilizzare i maggiori incassi derivanti dagli accertamenti, insieme alle economie derivanti dalla revisione della spesa, per ridurre le tasse, finanziare gli investimenti e le opere ritenute strategiche e prioritarie per la comunità, invece che destinarle a pochi progettisti e proprietari terrieri. Esattamente il contrario di quanto sostenuto nella nota: altro carbone nella calza dei Cristiano popolari.
Attenzione, infatti, a non confondere gli accertamenti con gli incassi: ciò che viene accertato non è detto che venga incassato! Ed è proprio questa sottile ma sostanziale differenza che induce continuamente in errore l'attuale minoranza, che si ostina a chiedere velatamente di continuare a "gonfiare" il bilancio di cosiddetti crediti residui attivi mentre oramai si ragiona sull'incassato. Non andava fatto nemmeno in passato. Non lo faremo di certo adesso.

Questa amministrazione ha dovuto ripianare le tasse per ripianare il bilancio. Non ha aumentato le tasse per realizzare tutte quelle opere tanto attese dalla nostra comunità (nuovi plessi scolastici, riqualificazione centro storico e scalo ferroviario, messa in sicurezza asse commerciale via Sandro Pertini, completamento impiantistica sportiva, strutture socio sanitarie per anziani etc). Questa amministrazione sta provando con ogni sforzo a efficientare la spesa per investimenti per poter finanziare le opere senza intaccare le tasche dei titesi. Per evitare che i concittadini si caricassero troppo delle spese necessarie per la realizzazione delle opere ritenute prioritarie, l'amministrazione comunale in soli 18 mesi ha realizzato investimenti finanziati unicamente da altri enti. È' il caso di tutte le opere finanziate dall'Unione Europea (strada Casermetta, strada Montagna, museo e accessibilità Torre di Satriano, impianto riscaldamento palestra Santa Venere, allestimenti rifugio Casermetta, sentieristica forestale, acquedotti rurali, manifestazioni culturali "Cibo, convivialità, teatro” e “I riti mariani"). Occorre ricordarlo a chi in passato ha ritenuto di sacrificare qualche progetto importante come le rotatorie in Via Pertini per far posto unicamente ai marciapiedi e a un po' di asfalto pre-elettorale, e a chi si è prodigato a bandire e aggiudicare nel 2013 un'opera progettata nel 2008 ovvero il famoso e noto a tutti Palazzetto dello sport di Madonna degli Sposi, senza il quale la comunità di Tito difficilmente riuscirebbe a vivere... (Nei prossimi giorni, in Consiglio comunale, vedremo se riterranno quest'opera ancora strategica oppure rivedranno le loro convinzioni in ragione dell'amore per la propria città e per i suoi conti).

Rinviamo infine a un prossimo approfondimento le analisi economiche sullo stato di salute del nostro tessuto produttivo, industriale e commerciale, magari aspettando che qualche sciacallo approfitti della recente cessazione di alcune attività commerciali per addebitare le responsabilità all'amministrazione comunale attuale, ignorando i contesti e sorvolando cosa si sarebbe dovuto e potuto fare negli anni precedenti per rendere la nostra economia locale meno dipendente dai due settori che più di altri stanno patendo la crisi, l'edilizia e l'industria. Una storia già vista e una storia già letta, purtroppo.